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Mentre continuano le giornate soleggiate e con temperature ancora al di sopra della media stagionale, gli agricoltori scrutano le previsioni di medio periodo per capire quando mettersi in moto per la semina del frumento.
La prima indicazione operativa importante per partire bene è programmare un’epoca di semina tempestiva, che vuol dire dal 10 di ottobre in poi, condizioni meteo e del terreno permettendo.
Anche solo alcuni giorni di ritardo possono incidere in maniera significativa sulla resa finale, come dimostra il caso del frumento RV Venturoli Canolon, una novità precoce e iper-produttiva, che quest’anno sullo stesso appezzamento nell’azienda Rigon in Veneto, ha prodotto 99 q/ha con la semina tempestiva contro i 90 q/ha seminato dieci giorni più tardi. Stesso risultato con il frumento Poker, in provincia di Bologna, che ha prodotto il 10% in più rispetto alla stessa varietà seminata quindici giorni più tardi.
Nel caso degli ibridi, anche in presenza di temperature miti, è opportuno anticipare ulteriormente l’epoca di semina per favorire al massimo l’accestimento.
Secondo consiglio riguarda la densità di semina. Non esiste una dose “universale” perché la quantità di seme ad ettaro deve essere stabilita ogni anno in base al peso dei mille semi, indicazione ben presente su ogni sacco di semente certificata, ma sconosciuta a coloro che continuano a preferire il seme aziendale.
Quindi il terzo consiglio è rifuggire dalla tentazione di utilizzare il seme di produzione aziendale che non offre nessuna garanzia di purezza, qualità, sanità ed energia germinativa: un risparmio presunto che si traduce in una minor produzione accertata.
Infine, attenzione alla profondità di semina, che non deve mai superare 1,5-2 cm, al buon affinamento del terreno e in caso di semina su sodo preferire modelli di seminatrici che garantiscono la perfetta chiusura del solco di semina, per far aderire bene il terreno al seme e quindi consentire una pronta germinazione ed una emergenza uniforme.
Il seme certificato è il fulcro di un sistema produttivo orientato alla qualità e alla tracciabilità.
L'impiego di seme certificato dà vita a un sistema virtuoso di cui beneficioano gli agricoltori e i consumatori nel rispetto dell'ambiente.