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L’ondata di temperature elevate che ha interessato la prima metà del mese di giugno ha accelerato la maturazione delle granelle dei cereali vernini e ad oggi possiamo dire che le raccolte sono quasi completamente ultimate, con buoni risultati produttivi.
Le piogge dei giorni scorsi ed il rallentamento del caldo afoso, mitigato da temporali che si presenteranno anche nei prossimi giorni, aprono alcune finestre operative utili per pensare ai secondi raccolti o a colture a perdere, per assicurare una copertura vegetale dei terreni, fattore determinante per evitare la degradazione della sostanza organica e quindi la diminuzione di fertilità.
Per i secondi raccolti un fattore chiave di successo è la scelta mirata di materiali genetici adatti per garantirsi buone produzioni ed una raccolta in tempo utile per poter preparare i terreni per le semine dei cereali vernini.
La scelta può ricadere su soia, sorgo, mais e colture di copertura.
Per la soia si consigliano i gruppi di maturazione 0 o 1- come Svelte e DH 4173.
Svelte (gruppo 0/1-) è una varietà molto precoce, rustica, con bassi fattori antinutrizionali, a rapido defogliamento, con ottima resistenza all’allettamento.
DH 4173 (gruppo 1-), dotata di elevato contenuto proteico, è una pianta medio-alta a sviluppo semi determinato, particolarmente sana e rustica.
Per il sorgo ideale per i secondi raccolti è Arabesk, da seminare per produrre granella entro il 15 luglio e per produrre trinciato entro fine luglio.
Arabesk è il sorgo più precoce del catalogo europeo, ha un elevato contenuto proteico ed alta tolleranza alla siccità.
Per il mais un ottimo secondo raccolto si può ottenere con la semina di Kurt, di 98 giorni, di taglia media con granella vitrea di colore rosso intenso ideale per la produzione di farine alimentari di pregio, con un’ottima tenuta di campo sino alla raccolta.
Ultime alternative il sorgo multisfalcio Arbamix oppure il panico, graminacea per semine estive tollerante alle alte temperature.
Il seme certificato è il fulcro di un sistema produttivo orientato alla qualità e alla tracciabilità.
L'impiego di seme certificato dà vita a un sistema virtuoso di cui beneficioano gli agricoltori e i consumatori nel rispetto dell'ambiente.