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Con i prezzi saliti alle stelle dell’urea e degli altri concimi minerali non rimane che trovare alternative per le concimazioni primaverili dei cereali vernini e del mais.
I concimi organo minerali offrono da anni un’alternativa molto valida sotto il profilo agronomico ed oggi anche economicamente conveniente rispetto ai concimi minerali azotati.
Si tratta di prodotti che presentano in genere una miscela di letami bovini ed avicoli con un elevato contenuto di sostanza organica, importante per aumentare la fertilità dei terreni, con azoto biodisponibile in tempi diversi in base al ciclo di sviluppo della pianta. In alcuni di questi prodotti sono stati aggiunti anche batteri stimolatori della crescita vegetale, farina di carne, sangue secco e cornunghia che apportano azoto in maniera graduale.
Nella composizione di alcuni concimi organici troviamo anche solfato ammonico, fosfati e solfato di zinco che apportano elementi utili per completare la nutrizione delle piante.
Altri prodotti che si possono utilizzare sui cereali vernini sono i concimi fogliari.
Si tratta di concimi che possono essere distribuiti anche in concomitanza con i trattamenti fungicidi, contenenti azoto in diverse forme, sia ureico per un pronto effetto, sia in forma gradualmente disponibile ed anche organica a base di aminoacidi, per un apporto energetico alla pianta. Alcuni prodotti fogliari esplicano anche una funzione rinvigorente, fornendo alla pianta proteine già sintetizzate ed aminoacidi liberi di immediato utilizzo.
Per quanto riguarda il mais le alternative all’urea sono i liquami zootecnici e i digestati provenienti dagli impianti di biogas.
Con un apporto di digestato di 88 mc/ha si forniscono al terreno in media circa 350 kg/ha di azoto e considerando un’efficienza dell’80%, si ottengono “netti” 280 kg/ha di azoto, che sono quelli necessari al mais per una buona crescita.
E qui entrano in scena i contoterzisti che da qualche anno si sono organizzati con attrezzature che effettuano un posizionamento sottosuperficiale del liquame e del digestato, quindi nelle vicinanze dell’apparato radicale delle colture, evitando le perdite per evaporazione dell’azoto ammoniacale.
Il seme certificato è il fulcro di un sistema produttivo orientato alla qualità e alla tracciabilità.
L'impiego di seme certificato dà vita a un sistema virtuoso di cui beneficioano gli agricoltori e i consumatori nel rispetto dell'ambiente.