Da sempre al servizio degli agricoltori e dei consumatori

Tra i buoni propositi di ogni agricoltore per il 2026 dovrebbe trovare un posto in prima fila il miglioramento dello stato di salute dei propri terreni che è il principale presupposto per puntare ad un aumento delle rese per ettaro e della qualità dei raccolti.
Infatti, ad eccezione delle aree con una forte concentrazione zootecnica, il tasso di sostanza organica dei terreni italiani è ai minimi storici ed insieme alla scarsa strutturazione degli aggregati costituiscono il principale freno all’aumento delle rese per ettaro.
Dunque, l’imperativo categorico è aumentare la fertilità e la buona struttura dei suoli, adottando pratiche rigenerative come le minime lavorazioni, il sodo, la distribuzione sottosuperficiale di liquami e digestati, e la semina di colture “a perdere”, sfruttando in questo caso i sostegni che offre la PAC con l’Ecoschema 2 (inerbimento di vigneti, frutteti ed oliveti) e con l’Ecoschema 5 (semina di colture mellifere, tra le quali molte leguminose che fissano l’azoto arricchendo i suoli).
L’Ecoschema 2 prevede un pagamento compensativo annuale di circa 120 euro/ha per coloro che mantengono una copertura vegetale erbacea nell’interfila, o all’esterno della chioma per le colture non a filare, tra il 15 settembre e il 15 maggio, evitando diserbo chimico e lavorazioni del terreno e gestendo la vegetazione solo con sfalcio e/o trinciatura meccanica.
RV Venturoli propone diverse soluzioni ad hoc di inerbimento nei frutteti per le semine primaverili, come ad esempio Sottofrutteto Grazia (loietto perenne, festuca rossa, poa pratense, tricofila, festuca ovina) e Sottovigneto Dona (loietto perenne, festuca rossa, tricofila, trifoglio bianco e festuca ovina) adatto per terreni con ridotta fertilità.
Come mix di erbai molto indicati anche per sovescio RV Venturoli propone Herby Mix A (veccia comune, avena sativa, pisello proteico) ed Herby Mix L (veccia comune, trifoglio incarnato e loietto italico).
Infine, sempre indicate per sovescio si segnalano essenze in purezza come veccia villosa, loietti, rafano e brassica juncea o miscugli tecnici specifici come il mix Biofior, ideale per la biofumigazione in serra o in campo aperto.
Ricordiamo anche l’opportunità per l’Ecoschema 5, che obbliga all’uso di semente certificata e di mantenere la coltura mellifera dal 1° marzo al 30 settembre dello stesso anno, con un pagamento compensativo, molto variabile di anno in anno, da 250 a 600 euro/ha a seconda del numero di agricoltori che aderiscono alla misura.
Il seme certificato è il fulcro di un sistema produttivo orientato alla qualità e alla tracciabilità.
L'impiego di seme certificato dà vita a un sistema virtuoso di cui beneficioano gli agricoltori e i consumatori nel rispetto dell'ambiente.